BITCOIN: INTRODUZIONE

Bitcoin rientra tra le cose che mi hanno tolto il sonno la notte.

Sicuramente il mio approccio non è stato dei più nobili: avevo qualche risparmio da parte e NON volevo lasciarlo a marcire in banca.

Così dopo alcune superficiali ricerche online decisi che valeva la pena provare a investirci qualcosa, tuttavia ben presto capii che non stavo investendo in qualcosa di astratto bensì in una nuova tecnologia.

Cominciai così a pormi le seguenti domande:

  1. Chi ha inventato tutto questo?
  2. Perchè l’ha fatto?
  3. Da cosa è stabilito il prezzo?
  4. Come vengono estratti i Bitcoin dalla rete?
  5. Che differenza c’è tra possedere le chiavi private del mio wallet e non possederle?

Provate a porvi le stesse domande pensando ora ad una banca:

  1. Chi ha inventato la banca?
  2. Perchè esistono le banche?
  3. Chi stabilisce il prezzo delle banconote?
  4. Come vengono create le banconote?
  5. Chi può accedere oltre a me al mio conto corrente?

Effettuando una breve ricerca online potrete constatare che è più facile reperire informazioni su Bitcoin che non sul nostro sistema bancario.

Lo scopo di questo articolo è quello di fornire una visione chiara a tutti coloro che si pongono questa grande domanda:

Sono ancora in tempo per acquistare Bitcoin?

Sì, lo sarai fino al 2140 circa. Capiamo perchè.

PERCHE’ BITCOIN E’ COSì INNOVATIVO?

Questo articolo è stato pensato per una categoria ben precisa di persone e sono sicuro che questa categoria di persone abbia usato almeno una volta il popolare software eMule nella sua vita piuttosto che Utorrent o altri software definiti “peer-to-peer”.

Complimenti, avete già usato una “bozza” di Bitcoin senza saperlo.

Bitcoin, a peer-to-peer electronic cash system.

Così intitola il “whitepaper” di Bitcoin, ovvero il documento che spiega da A alla Z come funziona questa rete di pagamenti (stranamente non ho potuto mai trovare il “whitepaper” che spiega come funziona la mia banca).

Errore fatale è pensare che l’innovazione di Bitcoin derivi dall’aggettivo “Electronic Cash System“: la maggior parte della moneta che utlizziamo è già digitale.

La vera innovazione è nell’aggettivo peer-to-peer.

Scopriremo nel prossimo paragrafo che, così come eMule o Utorrent permettevano a chiunque disponesse di una connessione ad Internet di scambiarsi “files” di varia natura, Bitcoin permette a qualsiasi partecipante della rete di ricevere ed inviare denaro senza interemediazioni (peer-to-peer = utente a utente).

COSA CAMBIA DA UNA BANCA?

In realtà, con tutto il rispetto per eMule e Utorrent, Bitcoin ha una peculiarità in più: esso funziona senza l’intermediazione di un’autorità centrale. E’ la rete stessa ad auto-regolarsi.

Lo so che sembra troppo anarchico così, ma in realtà l’unica vera “autorità” che governa Bitcoin è la matematica: non è una banca, non è un’azienda, non è un gruppo di hacker.

Per esempio, è matematicamente certo che esisteranno solo 21 milioni di Bitcoin, ognuno di essi scomponibile fino alla centomilionesima parte, chiamata Satoshi (in onore del suo/loro inventore, Satoshi Nakamoto).

E’ matematicamente certo che l’attuale tasso di estrazione di Bitcoin dalla rete è di 12,5 Bitcoin a blocco (vedremo tra poco cosa significa) e diventerà 6,25 Bitcoin per blocco da Maggio 2020, rendendo ancora più scarso questo bene.

Avete letto bene, Bitcoin è un bene scarso: è matematicamente certo che nessuno sia mai riuscito a duplicarne anche una sola parte , nemmeno la più piccola (1 Satoshi, o se preferite 0,00000001 Bitcoin).

Bitcoin introduce per la prima volta nella storia il concetto di “scarsità” nel mondo digitale

Provate a pensarci: qualsiasi cosa è duplicabile online, dai software ai film, passando per la musica sino al nostro conto corrente.

Qualsiasi cosa tranne Bitcoin.

Tramite Bitcoin noi possiamo pagare chiunque nel mondo, ovunque si trovi, in maniera quasi instantanea, senza che una terza autorità ci permetta o ci impedisca di farlo.

CHI TIENE IN PIEDI LA BARACCA

Giunti a questo punto abbiamo capito che Bitcoin è uno strumento “al portatore“: chiunque disponga di un walllet Bitcoin (scaricabile gratuitamente praticamente ovunque sul web) può inviare e ricevere pagamenti.

Ok, ma se è vero che Bitcoin è una rete di pagamenti globale, chi permette le transazioni?

Per capire immaginatevi questa scena rappresentata qui sotto:

Validazione blocchi

Voi, A, volete comprare dal vostro amico B un “qualcosa” (una caramella, una televisione, una macchina, una casa…).

Aprite il vostro wallet Bitcoin, inserite l’indirizzo del wallet del vostro amico e gli inviate i Bitcoin.

A questo punto tra voi e il vostro amico si forma un blocco, in cui momentaneamente (circa 10 minuti) i vostri Bitcoin si bloccano. Questo blocco è matematicamente numerato (potete vedere il primo blocco mai creato, il genesis block, qui) e “crittografato”: per poter far arrivare i vostri Bitcoin al vostro amico qualcuno deve trovare la “chiave” del blocco e “validarlo”(tecnicamente, deve essere “minato”).

Questo “qualcuno” non ha nè nome nè cognome: si chiama semplicemente “miner” e non è detto che sia una persona per bene. Potrebbe essere un criminale, un terrorista oppure la persona più buona della terra: alla rete Bitcoin e a noi non interessa.

Il suo compito è semplicemente fornire potenza computazionale (ovvero potenza di calcolo) alla rete Bitcoin, e potete vedere qui sotto cosa occorra per adempiere a tale scopo.

Bitcoin Mining Farm

Come potete vedere minare Bitcoin oggi non è più da tutti. Per farlo occorrono numerose nozioni tecniche e soprattutto ingenti investimenti.

Non mi dilungo molto su questo aspetto perchè non basterebbe un giorno intero per spiegare come funziona questo procedimento, ma per fare un breve riassunto della scena:

  1. Voi inviate Bitcoin al vostro amico;
  2. I Bitcoin vengono sigillati all’interno di un blocco numerato che per essere validato necessita di una password da trovare;
  3. Un miner mette a disposizione la sua potenza di calcolo, validando (o “minando”) il blocco.
  4. I Bitcoin arrivano al vostro amico e voi siete contenti.

E il nostro amico “miner”? Cosa ci guadagna?

Anche lui viene ricompensato: la rete Bitcoin ad oggi gli attribuisce ben 12,5 Bitcoin per ogni blocco che viene minato.

COME INIZIARE

A grandi linee possiamo dire di avere capito le basi di Bitcoin.

Ora vediamo come possiamo investirci qualcosa.

Il modo più semplice e sicuro è il seguente:

  1. Acquistiamo Bitcoin da un exchange di criptovalute;
  2. Installiamo il wallet Electrum sul nostro PC e ci assicuriamo di scrivere su un foglio le chiavi private;
  3. Trasferiamo i nostri Bitcoin dall’exchange al nostro wallet Electrum.

I punti 2 e 3 sono uno step aggiuntivo (in realtà dovrebbero essere obbligatori ma per stavolta il signor Satoshi Nakamoto può chiudere un’occhio) per quando acquisiremo ancora più consapevolezza.

Di seguito una breve lista di Exchange sui quali vi consiglio di registrarvi per poter acquistare Bitcoin con carta di credito:

NOTE SULL’AUTORE

Sono una persona dalle molteplici passioni. Amo la tecnologia e l’innovazione. Studio su Start2Impact e metto a disposizione di tutti ciò che imparo.