GLI ALTRI 1000 NON LI CONOSCO (PER ORA)

Ideologicamente, sono sempre stato un ragazzo “f**k the system“.

Ad oggi questo mio filone di pensiero si è rivelato profittevole: ho imparato a ragionare con la mia testa e a staccare per sempre il mio cervello da ciò che si sente in radio ed in televisione.

I media tradizionali sono ormai morti, così come la maggior parte delle banche mondiali: nella mia mente altro non sono che le nuove cabine telefoniche.

Pensate veramente che i nostri figli preleveranno agli sportelli ATM come noi?

Pensate veramente che essi dovranno perdere il loro prezioso tempo a strisciare una carta in un dispositivo ed aspettare che la loro amata banca accetti e validi la transazione?

Vi rispondo io: NO.

I nostri figli non avranno mai un rapporto con la loro banca. Avranno un sistema bancario in un’ app sullo smartphone.

Forse è stata questa mia “anarchia” a farmi incontrare Bitcoin, più volte riconosciuto come “bank’s killer“.

Se prima del Gennaio 2009 vi erano anche le minime possibilità che questo sistema finanziario basato sulla carta straccia sopravvivesse alla rivoluzione digitale, oggi nel Febbraio 2020 non ci sono più dubbi.

UN PO’ DI STORIA

Che cos’è la moneta? Un metodo di pagamento? Un numero stampato su una banconota? In realtà è molto più di questo.

La moneta è un linguaggio.

Perchè? Perchè l’uomo è un animale socievole ed ha estremo bisogno di uno strumento che gli permetta di scambiare beni e servizi anche con esseri umani di cui non si fida.

Facciamo un passo indietro nella storia.

L’uomo dapprima utilizzò il baratto come “moneta” di scambio, soprattutto all’interno della propria “tribù” o “città”.

Successivamente uscì dalle proprie mura domestiche per commerciare con altri uomini, i quali però non parlavano la sua stessa lingua e non avevano la sua stessa cultura.

Per ovviare a questo problema venne inventata la “moneta”.

A Roma Giulio Cesare fece stampare la propria faccia sui “sesterzi”, in modo da garantirne l’autenticità. Tuttavia la plebe si accorse presto che nel sesterzio non vi era la giusta quantità di oro. Assistiamo ad una delle prime crisi finanziarie della storia.

Successivamente, circa nel 1400, i banchieri italiani e quelli londinesi ebbero la stessa idea: fecero depositare ai mercanti il proprio oro nelle proprie casse in cambio di una nota di banco. Stiamo così assistendo alla nascita della banconota.

Tuttavia i banchieri si resero conto che erano pochi i mercanti che redimevano le proprie banconote in oro (visto che pesava, la banconota era più facile da trasportare): decisero allora di emettere più banconote dell’oro che avevano a disposizione. Altra crisi finanziaria.

Inoltre, nel 1972 il presidente Nixon decise di abolire la redimibilità del dollaro statunitense in oro: nasce così la FIAT money, moneta senza valore intrinseco che ha valore solo perchè esiste un’autorità che glielo conferisce.

LA MONETA NELL’ERA DIGITALE

Che piaccia o meno, tutti noi viviamo in un’economia digitale.

La posta elettronica è diventata digitale, così come l’enciclopedia o i film.

Manca solo un settore all’appello: il settore finanziario (che come dimostra la storia non è mai stato il più avanzato).

Facebook possiede i dati di 2,5 miliardi di persone e credo fermamente che i suoi introiti superino di gran lunga il PIL di numerosi paesi occidentali.

Coinbase ha appena stretto una partnership con Visa, al fine di integrare le criptovalute nella quotidianità (questo non piacerà a Satoshi Nakamoto).

Samsung ha annunciato di voler essere un pioniere per quanto riguarda la tecnologia blockchain.

Da qui il grande problema: il denaro contante sta per sparire dalla circolazione e qualsiasi nostra transazione potrà essere archiviata all’interno di un database di proprietà di una grande azienda.

Tranne per quanto riguarda Bitcoin e altre criptovalute privacyfriendly.

The Economist - 1988

UNA RETE DI PAGAMENTI “SUPER-PARTES”

La posta elettronica non è stata inventata da un’insieme di aziende operanti nel settore della posta o dei trasporti.

Internet non è stato inventato da un’insieme di aziende operanti nel settore IT.

Bitcoin non è stato inventato da un’insieme di aziende operanti nel settore dei pagamenti.

Bitcoin è l’ennesiama tecnologia “permissionless” donata all’umanità: chiunque può utilizzarla, a patto di essere in possesso di una stabile connessione ad Internet.

Non tutti però riescono ad interfacciarsi con questa tecnologia (a volte sono sincero, nemmeno io dato che si tratta di una nuova tecnologia nata appena 10 anni orsono).

Ma ho una buona notizia:

Vent’anni fa per inviare una mail dovetti scaricare un client di posta elettronica, configurarlo ed inviare la mail in 24 ore. Vent’anni dopo mia madre ha replicato questo procedimento schiacciando due tasti sul proprio smartphone – Andreas M. Antonopoulos

E questo sta già succedendo nel settore delle criptovalute: ogni giorno Bitcoin e la tecnologia blockchain trovano spazio negli eredi degli attuali Mark Zuckerberg, Jeff Bezos ed altri illustri innovatori della nostra epoca.

Ma questi eredi (ovvero coloro che inventeranno i nuovi colossi del futuro) non inventeranno un nuovo Amazon, un nuovo Facebook o un nuovo Airbnb.

Inventeranno qualcosa di ancora più complesso e destinato ancora una volta a cambiare le nostre vite e probabilmente inventeranno un modo per portare Bitcoin e la tecnologia blockchain (che vanno a braccetto) nei nostri dispositivi.

LA PRIVACY MONETARIA NELLA SOCIETA’ ORWELLIANA

Di frequente mi viene chiesto come funzioni Bitcoin e quali siano i suoi vantaggi rispetto al tradizionale concetto di “moneta“.

Allora invito i miei interlocutori a fotografare questo QR Code (o cliccarci sopra) che vedete qui e a verificare la transazione su blockchain.info .

Bitcoin Address

Questa è la peculiarità di Bitcoin e della blockchain: è come una sfera di cristallo dove tutti possono guardarci dentro e verificare le transazioni effettuate su questa rete ma nessuno è mai riuscito a “scalfire” o manomettere questo cristallo.

Non si può dire lo stesso dei database delle banche tradizionali: essendo presente un server centrale, chiunque manometta il server può interrogare il database e trovare Nome, Cognome e saldo sul conto corrente di tutti i clienti della banca.

Sulla rete Bitcoin invece non è presente un IBAN associato ad un nome e cognome: è presente solo un indirizzo e delle transazioni associate a differenti “hash” (numero identificativo della transazione, non della persona).

Vi piacerebbe ricevere un messaggio dalla vostra banca con scritto “ciao Marco ho visto che hai appena acquistato un paio di scarpe nuove” ogni volta che fate un acquisto?

Poi magari aprirete il vostro social network preferito et voilà: una bella pubblicità del brand dal quale avete appena comprato le scarpe (che coincidenza…).

Per questo ogni volta che “investiamo” in Bitcoin, non stiamo investendo solo per noi stessi, ma stiamo investendo per creare un nuovo sistema finanziario.

Bitcoin è sorretto dalla crittografica e dalla matematica, la tua banca o la tua moneta invece?

NOTE SULL’AUTORE

Sono una persona dalle molteplici passioni. Amo la tecnologia e l’innovazione. Studio su Start2Impact e metto a disposizione di tutti ciò che imparo.